Ha 51 anni, per lei l’apicoltura è stata “un cambio di vita”. Dopo trent’anni ha abbandonato il lavoro di perito chimico industriale per diventare apicoltrice professionista. Ha avviato un progetto di coltivazione dello zafferano per l’abbinamento al miele di acacia in vaso. Cura iniziative didattiche nelle scuole.
«Ammira questo spettacolo di piccole creature, di grandi esempi». È l’invito di Virgilio nel quarto libro delle Georgiche, che è stato accolto con entusiasmo da Nadia Bonini.
L’amore per apicoltura e ambiente l’ha spinta ad abbandonare una carriera quasi trentennale come perito chimico industriale per realizzare il suo sogno: creare un paradiso per le api a Castelvetro di Modena. «Ho 51 anni e tre anni fa, dopo un lungo periodo di riflessione, ho deciso di abbandonare il mio lavoro per diventare apicoltrice professionista». Ad oggi, le arnie sono 105. Un cammino non sempre in discesa. «La convinzione che ho sempre avuto è di non essere un’allevatrice, ma piuttosto una custode delle api, anche se non ne avrebbero bisogno, essendo pur sempre animali selvatici; ma le attuali condizioni ambientali ci portano a doverle proteggere dalle malattie e dall’uomo stesso». Oltre a promuovere i suoi prodotti, Nadia si dedica a far conoscere ai consumatori la varietà dei mieli del territorio con l’intento di valorizzarne le diverse tipologie, superando la diffusa preferenza per quello di acacia, apprezzato per il colore e la consistenza, ma la cui produzione è resa difficoltosa, in questa zona dell’Emilia-Romagna, colpita dalle grandi piogge. Da segnalare anche l’attenzione verso progettualità sociali.
La sua azienda è RioRocca.