Apicoltrice del Gran Paradiso, produce miele di flora alpina ed è dedita alla produzione di polline: si è attrezzata con delle piccole trappole, collocate all’ingresso dell’alveare dove le api per entrare “sculettano” un po’ e lasciano cadere nella trappola le palline di polline che hanno attaccato alle loro zampe. L’apicoltura è entrata nella sua vita nel 2014, prima lavorava in una grande azienda di Milano, poi il richiamo di casa.
Il lavoro in azienda nella grande metropoli di Milano. Poi nel 2014 la scelta di cambiare vita.
Deborah Caserio si trasferisce quindi definitivamente dalla Lombardia al Piemonte, nel luogo della sua infanzia, più precisamente tra la Valle Orco e la Val Soana, all’interno del Parco del Gran Paradiso. Segue le orme dei genitori ma crea la sua azienda, iniziando con quindici casette di api. «Sono cresciuta sentendo parlare di miele e di api, ma anche vedendo la fatica che facevano i miei. Questa cosa mi spaventava un po’».
Con l’apicoltura non è stato quindi amore a prima vista, ma poi è scoppiata la scintilla. «Ho avvertito una responsabilità materna verso le mie api così piccole e forti. Ho seguito un percorso di formazione per potermi occupare al meglio della loro salvaguardia».
Produce miele, pappa reale, polline e alleva api da rivendere a chi fa apicoltura. Per la produzione di polline si è attrezzata con delle piccole trappole: «Per entrare le api “sculettano” un po’ e lasciano cadere nella trappola le palline che hanno attaccate alle zampe». Tra i mieli, quelli di flora alpina, rododendro e melata, quest’ultimo speciale, perché è l’unico che non proviene dal nettare bensì da una sostanza zuccherina prodotta dagli insetti succhiatori della linfa di pini e abeti.
La sua azienda è Apicoltura Canavesana.