Apicoltrice nomade, insieme al fratello sposta le sue 350 arnie in diversi luoghi del Veneto seguendo il ritmo delle stagioni. Produce il particolarissimo miele di barena (il miele salato della laguna veneta che viene prodotto con i fiori che crescono unicamente tra gli isolotti che circondano Venezia).
All’inseguimento delle fioriture praticando il nomadismo con le sue api.
Alessia Girardi, 31 anni, con le sue arnie raggiunge i colli asolani non appena spunta il tarassaco giallo agli albori della primavera; quindi si sposta tra il Montello e il Grappa quando è il momento dell’acacia. Siamo in provincia di Treviso, nel cuore della pianura Padana a ridosso delle Prealpi. Tappa a Pieve, Enego e Cima Grappa, luoghi ideali per la produzione dei mieli millefiori.
Da lassù, nelle giornate di sereno, è possibile vedere un’altra mèta: la laguna di Venezia, dove le api di Alessia sono praticamente di casa per produrre il pregiato miele di barena, succhiando il nettare da un piccolo fiore chiamato Limonium vulgare conosciuto come “fiorella di barena” che avvolge in un manto viola gli isolotti crescendo spontaneo a contatto con l’acqua salata e dando così un sapore unico al miele.
L’apicoltura nomade è lavoro bellissimo ma anche estremamente faticoso. «Abbiamo iniziato con cinque arnie, oggi sono trecentocinquanta. Siamo particolarmente orgogliosi di aver ottenuto la certificazione del biologico» parla al plurale, condividendo la soddisfazione con il fratello maggiore Loris e il padre Maurizio.
La sua azienda è Azienda Agricola Girardi.