Il suo progetto di micro-apicoltura ad alta quota. Classe 1985, abita in montagna a Sagron Mis, un piccolissimo comune, il più orientale del Trentino. La sua è un’apicoltura eroica, in un territorio montano soggetto allo spopolamento, e che, dal 2018 ha vissuto profondi mutamenti, prima
a causa della tempesta Vaia con ingenti danni al patrimonio boschivo e poi un’infestazione di bostrico, insetto appartenete ai coleotteri, che ha portato alla morte innumerevoli alberi. Figlia d’arte, nonno e bisnonno erano apicoltori.
Una vita ad un passo dal cielo quella di Gloria Salvadori, 39 anni, lontano dalla frenesia del mondo a Sagron Mis, una piccola comunità con meno di duecento abitanti, l’unico Comune trentino appartenente al bacino idrografico del Piave.
«Sono profondamente legata a questo territorio e ho sempre pensato di dover fare qualcosa per valorizzarlo». Gloria e le sue api sono un baluardo contro lo spopolamento della montagna.
Una vocazione atavica, scritta nel Dna di famiglia, che ha segnato Gloria portandola a decidere di vivere tra le vette creando una micro-azienda che produce miele solo in loco con i fiori del posto come il lampone e l’acero del sottobosco. Attualmente sono 13 le famiglie di cui si prende cura, dando risposta ad ogni loro bisogno. Non sono mancate le avversità, come dimenticare nel 2018 la tempesta Vaia che ha devastato la zona e poi l’infestazione di bostrico che ha condannato a morte migliaia di alberi?
«Vietato mollare. Ho due progetti che sto seguendo: le api per fare apiturismo e l’allevamento di alpaca. Le persone sono davvero interessate al mondo delle api e la figura dell’apicoltore è cruciale. Se ognuno di noi fa la sua piccola parte, la montagna continuerà a vivere».
La sua azienda è Azienda Agricola La Terra di Mezzo.